giovedì 6 settembre 2012
ricerca delle parole chiavi.Twitter e da Linkedin,Terremoto, Amazon,Facebook, Youtube,mail, Google,pasta filata,grapp,Conor Paul Maynard,Conor Maynard, Contrast, Can't Say No, Vegas Girl, Turn Around, Animal, Mayniac, Mayniacs.
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La Francia diviene uno dei più grandi centri di moda ed infatti Parigi ne raccoglie la massima espressione, sfidando e vincendo le rivali Londra, Milano e New York. La moda a Parigi nasce con le grandi corti francesi, quando il Re Sole e Maria Antonietta dettavano leggi di assolutismo ed egocentrismo. In seguito nel XX secolo le grandi tendenze della moda guardano i cambiamenti sociali, ai nuovi modi di espressione di una società sempre in continuo mutamento. Nel 1825 nasce la grande casa di moda delle sorelle Callot, la Maison Collet. Nel 1912 l'apertura della casa di alta moda di Madeleine Vionnet porta una rivoluzione nel mondo degli stilisti. Subito dopo è il momento di Coco Chanel , che porta un'aria nuova nello spirito femminile della donna. In breve tempo Parigi diviene la capitale della moda con grandi figure come Pierre Cardin, Paul Poiret, Christian Dior, Renè Lacoste. Dunque è proprio qui che muovono i primi passi le più grandi case di moda.
RispondiEliminaEssere alla moda significa essere di tendenza, di uso. La moda è un costume, è un comportamento. La moda ha definito i costumi e quindi il modo di abbigliarsi in senso stretto.
RispondiEliminaOggi quando si parla di moda si parla di fashion....
MODA, FASHION= Londra, Milano, Parigi e New York.
Oggi moda è ciò che ognuno di noi ha, e lo contraddistingue dagli altri... Ognuno ha un proprio stile, un proprio gusto.... Tutto è moda!!!!!
Possiamo vedere come gli stili nel corso degli anni si siano evoluti:
Partiamo dagli anni 20:
Dopo un lungo periodo di paure della guerra, gli anni 20 si presentano come un periodo di ottimismo... Si vive un senso di libertà, che lo ritroviamo anche all'interno della moda stessa.
La moda degli anni 20 tende a fare apparire la donna come un' eterna adolescente.... Si iniziano a portare abiti molto corti, che garantiscono maggiore libertà, gonne a vita bassa; Gli abiti da sera sono senza maniche o con spalline corte, i tessuti sono morbidi, velati, leggeri; le linee sono dritte.
Per la prima volta i capelli vengono tagliati corti; si indossano cappellni che raggiungono le sopracciglia. Per quanto riguarda la biancheria abbiamo reggiseni, che non valorizzano la donna anzi si cerca di comprimere il più possibile il seno per conferire un senso di giovinezza. E gli anni 20 sono anche gli anni dei primi cosmetici, mascara e rossetto, che lancia la moda delle labbra rosso fuoco.
Gli anni 3o:
RispondiEliminaDopo la linea piatta degli anni 20, si ha una nuova era...quella dell'aper il romanticismo e gli abiti in chiffon. Non si ha più l' immagine di una donna perennemente adolescente, ma una donna matura, non più la donna bambina-maschietto. Si hannno abiti che sottolineano le forme, abiti tagliati di sbiego che creano effetti di leggerezza, sinuosità. Tornano abiti aderenti sopra con profonde scollature. I tessuti sono morbidi e cedevoli. Tutto si basa sulla raffinatezza!!!!
A Torino nasce nel 1930 l' Ente Nazionale della moda, dove si compra solo quello che è italiano.
Gli anni 70:
RispondiEliminaFiori e colori!!! Questi sono gli anni dei movimenti Hippy che producono la Beat Generation ed i Flower Power. Il fiore è il simbolo di questo periodo, segno contro ogni forma di guerra; da qui il motto "Mettete dei fiori nei vostri cannoni" .
Si hanno abiti ampi e fantasiosi, magliette corte, gilet a fiori,camice annodate, pantaloni a zampa d'elefante, gonne zingaresche dai colori sgargianti...molto alla moda anche i foulard!!! Sono gli anni delle dimensioni esagerate...Si usano occhiali giganti, nasce la famosa marca Ray Ban!!! Anche i cappelli sono di dimensioni enormi, grandi, voluminosi; sono gli anni delle prime cuffie e della prima bandana. Si usano molto i gioielli etnici
Ma soprattutto gli anni 70 sono gli anni delle zeppe o zattere, indossate per dimostrare l' innalzamento del ruolo della donna all' interno della società, che c'era stato attraverso la parità dei diritti. Esse dunque rubano il posto ai tacchi alti.
Si usano lunghi pantaloni, larghi perchè ormai la minigonna viene considerata come elemento che scema la figura della donna, nella sua intelligenza e dignità!!! L'abito hippy è quello più in voga, che si ispira ai paesi dell' India, portato con molta disinvoltura e che dà un senso di libertà ed innocenza!!!
Gli anni 80:
RispondiEliminaLa moda degli anni 80 è molto strana, non molta bella, ma ha un suo fascino in fondo!!! Sono gli anni dei famosi Levi's 501, che vengono indossati in tutti i loro modelli. Sono dei pantaloni molto stretti, a vita alta, senza zip. I pantaloni a zampa d'elefante vengono sostituiti dai pantaloni a sigaretta. Si usano molto i leggings ed in estate i ciclista in cotone, elasticizzati, sopra il ginocchio. Tutti i pantaloni sono a vita alta, spesso con una zip sulla caviglia. Le maglie sono tutte larghe, senza una forma, con un solo buco per la testa. E sotto le magliettine in jersey abbiamo le intramontabili spalline, attaccatte con grosse spille da balia. Sono gli anni delle graziose ballerine e delle decoltè a punta.Colori di questo periodo sono: celesto acceso, fuxcsia, verde smeraldo, rosa schocking, blu elettrico...colori metallici.Per quanto riguarda gli accessori come non ricordare la particolare pochette, piccola, delicata (fantastica dal mio punto di vista). E poi gli enormi orecchini con clip, super colorati. Ed infine nelle capigliature a leone, tinte di giallo con la ricrescita nera, troviamo enormi ferretti e fiocchetti imbottiti. Concludendo, sono gli anni della mitica Madonna e del suo stile indimenticabile....
Ed oggi?!?the hot spot boutique piazza mazzini n 22 tricesimo udine f.v.g. italia italy!?!?
RispondiEliminaBeh... oggi la moda è un insieme di quanto sopra citato!!! non uno stile, ma tanti.... non un modello da seguire ma diversi..... in alcuni casi sembra che la moda non ci influenzi proprio, visto il nostro abbigliamento casual.... sembra tutto indossato così... per caso... senza condizionamenti, senza regole.... come se volessimo sfuggire da questo mondo senza limiti. Ma in realtà sappiamo benissimo che così non è!!!! ogni piccolo dettaglio è curato nei particolari, tutto viene abbinato con cura ed attenzione.... si seguono le mode del momento.. e si cerca sempre di essere al Top.
Oggi quando si parla di Moda vengono a toccarsi numerosi argomenti!!! Come è vista oggi la Moda??? Perchè si segue? Perchè non si può fare a meno? Quanti problemi nascono intorno a tale argomento?
La moda oggi è vista come qualcosa di necessario, di cui non si può fare a meno!!
GOSSIP.....moda fra le star....shopping e sfilate!!
Chi è la celebrità piu "fashion"??? Chi è la best dressed???
Per alcuni è Victoria Adams.
Chi non ha sentito la notizia dello shopping sfrenato della signora Victoria Beckham??? Arrivata a Milano, l'ex Spice Girl non ha potuto tenere a bada i suoi desideri e cosi ha speso una enorme cifra per noi comuni mortali, una cifra da aspettarsi da una come lei. 100 mila euro in soli due giorni... Proprio così, secondo il Metropolitan Post la Posh avrebbe acquistato oggetti svariati: borse, vestiti, accessori, profumi e giochi per Play Station per i suoi bambini. La bella Victoria è stata fotografata per le vie di Milano insieme ai due celebri stilisti Dolce e Gabbana... dopo aver saccheggiato i loro negozi, comprando 7 tubini di colori diversi, dal nero al viola, mentre il calciatore milanista solo 6 cinture, 2 profumi, 5 maglioni, 2 vestiti gessati...mah...si sono accontentati di poco, direi!!!
BOUTIQUE THE HOT SPOT IN TRICESIMO PIAZZA MAZZINI N 22 FRIULI VENEZIA GIULIA ITALIA ITALY EIROPA CAP 33019 Il decennio è coinciso con un periodo di gravi turbolenze per l’economia in generale e per il mercato dei beni dell’abbigliamento e del lusso in particolare. Dal 2001 in poi l’instabilità ha prevalso sui mercati internazionali. Il clima di incertezza scaturito dal deterioramento del quadro politico internazionale si è riflesso come prevedibile sulla dinamica dei consumi, ma si è anche manifestato attraverso fenomeni di altra natura tra i quali l’accentuazione della volatilità tipica dell’industria della moda, in cui non sono inconsueti clamorosi successi di brevissima durata, il forte rallentamento della crescita dei mercati dei Paesi più sviluppati, la tendenza a spostare la produzione verso i Paesi in cui il costo del lavoro è più basso (Cina, Hong Kong, Taiwan e le Filippine). Complessivamente, con riferimento all’ultimo decennio, si può comunque parlare di crescita del mercato globale della moda alimentata da due fenomeni che hanno caratterizzato l’economia internazionale del nuovo millennio. Il primo è rappresentato dall’aumento della domanda proveniente dalla regione asiatico-pacifica (Australia, Cina, Giappone, India, Singapore, Corea del Sud e Taiwan), che nel 2007 ha superato l’Europa per valore delle vendite totali (34% contro il 30%), compensando la stagnazione del potere d’acquisto nei mercati sviluppati. Il secondo è costituito dal progressivo ampliamento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, che in molte economie sviluppate, come gli Stati Uniti, sta generando un divario sempre più marcato tra ricchi e poveri. Questo significa che, anche se il potere di spesa globale di un’area economica è limitato, i consumatori della fascia alta dello spettro socio-economico possiedono comunque redditi per mantenere vivace la dinamica della domanda di beni di lusso. Sebbene sia ancora prematura una valutazione degli effetti della crisi che si è manifestata nell’ultimo biennio con intensità e ampiezza di raggio d’azione tali da essere paragonata alla Grande depressione del 1929, non c’è alcun dubbio che il decennio sia coinciso con un periodo estremamente critico per le imprese della moda italiane, segnato da clamorosi dissesti finanziari, da acquisizioni da parte dei due grandi poli del lusso francesi, da dolorose ristrutturazioni aziendali. Le imprese che godono di buona salute sono poche e fra queste spicca l’impero fondato da Giorgio Armani, che negli ultimi anni è stato protagonista di acquisizioni delle imprese manifatturiere licenziatarie del marchio. Si tratta di una strategia di carattere tutt’altro che difensivo, che sembra voler indicare nella riscoperta e nella valorizzazione delle origini manifatturiere del successo della moda italiana una via di uscita dalla crisi e una prospettiva di recupero della competitività internazionale del sistema moda italiano.
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